May 7, 2021

GTA

La nostra struttura è punto tappa GTA – grande traversata della alpi nel tratto di collegamento Celle di Macra–  Castelmagno (tappa 57) e nel tratto Castelmagno Sambuco (tappa 58)

http://gtapiemonte.it/posto-tappa/locandalameiro-frazionechiappi-comune-di-castelmagno/

Itinerario tappa 57

A sinistra della parrocchiale si imbocca  il sentiero (Percorsi Occitani e GTA) che sale a mezzacosta attraversando un vallone fino a raggiungere un costone panoramico con edicola votiva e una croce in legno. Un ultimo tratto in salita nel bosco porta a Castellaro (1449 m).
Presso un fontanile al termine della borgata si segue nuovamente il sentiero S22  che sale progressivamente entro una zona di ex-coltivi ora invasi da vegetazione, fino a incontrare la strada pastorale che proviene dalla stessa borgata facendo un giro più lungo. Si segue la pista verso destra fino ai 1740 metri della grangia Fumei dove ha termine. Si continua quindi sul sentiero segnalato che sale fino nei pressi del Monte Bastia (2134 m), scende brevemente per risalire verso il Bric delle Mendie. Prima di raggiungerlo, il sentiero piega a destra per contornare le cime del Bric e della successiva Rocca Cernauda. Si prosegue in mezzacosta attorno a quota 2200 con lievi saliscendi tra ampie praterie pascolive fino alla Bassa di Narbona con gli edifici delle Grange Serra (2220 m). Da qui si procede quasi in piano costeggiando a mezzacosta il versante est del Monte Tibert. Si attraversa un impluvio molto incassato e valanghivo per poi proseguire lungo un tratto a mezzacosta su versante ripido e franoso con qualche passaggio difficoltoso a seguito di smottamenti lungo il versante . Si giunge infine al Passo delle Crosette (2180 m) posto sul crinale tra la Valle Grana e il Vallone di Narbona, da cui si inizia a scendere lungo il sentiero R13 segnalato da picchetti nei pascoli che, dopo un primo tratto in traverso verso destra, inizia a scendere decisamente a tornanti verso un primo gias sottostante.  Da qui si prosegue in discesa lungo un impluvio fino ad incrociare la pista sterrata che porta al Gias Sibolet che si segue a destra. Si scende fino al bivio con la sterrata del percorso R06 verso il Colle Sibolet che ci lascia a destra proseguendo fino al bivio con la sottostante strada per il Colle d’Esischie e Col Fauniera ormai nei pressi del Santuario di San Magno, termine della tappa

Itinerario tappa 58

Dal Santuario si riprende la strada verso il Colle di Esischie, seguendo il percorso R54. Prima di un ponte sul Torrente Grana a quota 2015 si devia a sinistra per percorrere un tratto di sentiero in sponda idrografica destra fino a rispuntare sulla strada presso le baite del Gias Fauniera a 2180 metri. Si continua quindi lungo la strada arrivando nei pressi del Rifugio Fauniera (ex Trofarello) recentemente ristrutturato (2305 m.) Qui si lascia la strada ex-militare che continua per il soprastante Colle D’Esischie imboccando a sinistra il sentiero R55. Si taglia il largo tornante e si ritorna sulla strada per raggiungere  in breve il Colle Fauniera o Colle dei Morti (2481 m), il cui nome è dovuto ai moltissimi soldati caduti in una sanguinosa battaglia della guerra di successione austriaca, quando nel 1744, i franco-spagnoli oltrepassarono il limitrofo Colle Valcavera per dirigersi ad assediare la città Cuneo. Da qui seguendo la strada si raggiunge infatti velocemente in piano il Colle Valcavera (2416 m), da cui la strada continua scendendo nel Vallone omonimo verso Demonte. Si imbocca invece il percorso P34 che inizia a scendere su ampi ripiani erbosi incrociando più in basso un tratto di pista fino al sottostante Gias Chiaffrea (2270 m). Si  taglia su sentiero un tornante e si ritorna quindi sulla pista scendendo entro il vallone Chiaffrea fino a Grange Bastiera dove sorge il Bivacco Don Martini (2067 m).  Si continua a scendere sulla sponda idrografica sinistra del rio che si incassa, ci si lascia sulla sinistra la deviazione per il Monte Nebius e si giunge al Gias Mure (1831 m).  Da qui il sentiero segue il Vallone della Madonna che in questo settore assume la conformazione di una forra. Si scende a lato di una bella cascata con stretti tornanti su detrito coprendo il dislivello della soglia in roccia corrispondente. Giunti alla base del costone inizia un mezzacosta su materiale detritico con alcuni rii incisi e soggetti a valanghe che spesso danneggiano il sentiero nel periodo invernale costringendo a passaggi un po difficoltosi. Il tracciato continua a scendere poi entro il bosco molto fitto e umido che colonizza il versante prospiciente il rio fino ad una passerella in legno che lo attraversa a  quota 1230 circa. Da qui si segue una pista sterrata fino alle prime case di Sambuco.